7/27/2015

Il Risotto alla Milanese sfreccia sull’Ape Car 30 Settembre Milano

Biroccio Street Food Milano  risotto 2015

Biroccio Street Food Milano

Il risotto alla milanese sfreccia sull’Ape Car

Serata speciale in Chinatown mercoledì 30 settembre dalle h19 presso oTTo – via P. Sarpi 10, Milano

Da qualche giorno in città sfreccia “el Birocc” per far gustare il piatto simbolo di Milano: il risotto giallo allo zafferano. Lo contraddistingue una forchetta a cinque punte che ricordano le guglie gotiche del Duomo.
Lo street food contemporaneo sposa la tradizione milanese con il Biroccio, Ape itinerante super trasformata, che porta per le strade della città il mitico “risott giald”, il risotto allo zafferanno preparato con le migliori materie prime e secondo la ricetta della storica La Pesa Trattoria dal 1902.
Il Biroccio, in milanese el birocc, un tempo era il carretto a due ruote trainato da un animale e veniva utilizzato per il trasporto di merci. Ad oggi gli animali da traino sono stati sostituiti dai mezzi motorizzati, tra questi l’Ape ne rappresenta l’icona italiana per eccellenza.

Il Biroccio cambia ogni giorno il suo itinerario per dispensare i passanti di ogni zona di pratiche monoporzioni per il consumo immediato o da asporto. La tradizione della cucina milanese si trasforma così in cibo da strada alla portata di tutti.
La cucina lombarda contadina è povera negli ingredienti ma ricca di storia e lo zafferano, che di questa ricetta è principe, è anche il simbolo del cluster “Il mondo delle spezie” di Expo Milano 2015.

L’idea imprenditoriale nasce dall’unione di quattro soci, milanesi ovviamente, che hanno in comune la passione per la buona cucina e hanno creduto fortemente in questo sogno: Paolo Affer e Daniele Carettoni imprenditori e soci della storica La Pesa Trattoria dal 1902; Monica Priori imprenditrice milanese; e Daniele Ferrari, chef della Trattoria, garantisce la qualità e la bontà del vero risotto alla milanese.

RICETTA DEL RISOTTO ALLA MILANESE SECONDO LA PESA TRATTORIA DAL 1902

Ingredienti per 6 persone: 2-3 L di brodo bollente ristretto (non deve essere “di dado”); una piccola cipolla trattata finemente; 4 bustine di zafferano; sale e olio extra vergine di oliva; abbondante formaggio grana grattugiato; 50 g di burro.

Preparazione: Scaldare l’olio extra vergine di oliva con dentro la cipolla tagliata in tre (e non tritata); rosolare dolcemente la cipolla (da togliere subito dopo); aggiungere il riso e tostare per 3/4 minuti; bagnare con il vino bianco fino a farlo evaporare; portare a cottura con il brodo; e inserire lo zafferano precedentemente sciolto in una tazza di brodo caldo fino a portarlo a cottura. Togliere dal fuoco il risotto e mantecarlo con grana padano e burro.

BIROCCIO KITCHEN

Street Food Milano
www.birocciomilano.it
www.facebook.com/biroccio.milano
Geolocalizzabile con l’APP Street-eat
Tel 324 66 56 725
@ info@birocciomilano.it



LA STORIA DEL RISOTTO ALLA MILANESE

ll riso, importato in Europa dai Saraceni, compare in Italia nel XIII secolo e viene coltivato inizialmente al Sud. Si espande nella Pianura Padana grazie alle vaste distese dei suoi adatti terreni acquitrinosi e grazie ai contatti tra le famiglie degli Aragonesi e quella degli Sforza. L’idea dello sposalizio tra riso e zafferano probabilmente discende dal “riso col zafran” conosciuto nel Medioevo da arabi ed ebrei. Una leggenda narra che il piatto in Italia sia rinato in occasione di un banchetto di nozze nel 1574. Attraverso le varie epoche, si è cominciato a soffriggere il riso invece che bollirlo (innovazione codificata dal 1779, Antonio Nebbia ne parla nel suo libro Il Cuoco maceratese), poi ad aggiungervi la cipolla, fino alla formazione definitiva della ricetta in Lombardia nell’Ottocento. La stessa ricetta si ritrova nei testi di cucina a seguire, l’ultimo uscito nel 1853 nel “Nuovo cuoco milanese economico” di Giovanni Felice Luraschi.



LA LEGGENDA

Molte sono le leggende che si raccontano sulla nascita del risotto alla milanese con zafferano. Quella più accreditata narra che nell’anno 1574, lo zafferanno fu utilizzato in maniera del tutto casuale nella preparazione del famoso risotto giallo, detto da allora “alla milanese”. Secondo un manoscritto, ritrovato nella biblioteca Trivulziana, il Mastro fiammingo Valerio di Fiandra, all’epoca lavorava alle vetrate del Duomo di Milano - sono sue quelle che raffigurano la vita di Sant’Elena - era aiutato da un assistente soprannominato Zafferano perché mescolava sempre un po’ di questa spezia nelle sue miscele di colori per renderli cromaticamente più vivaci. Per scherzo un giorno il maestro gli disse che continuando così avrebbe finito per mettere del giallo anche nelle pietanze. Zafferano lo prese in parola e il giorno delle nozze della figlia di Valerio (settembre 1754), un po’ per scherzo ma soprattutto per gelosia si accordò con il cuoco incaricato del banchetto e fece aggiungere dello zafferano al riso, all’epoca condito solamente con il burro. Il risotto, accolto inizialmente con stupore e diffidenza dai commensali, riscosse poi un grandissimo successo, grazie al suo gusto saporito e al suo colore giallo oro, sinonimo di ricchezza e allegria. Fu un successo strepitoso e ben presto il risotto colorato di giallo divenne “alla moda” in tutta Milano. Era nato il classico risotto giallo milanese che univa 2 icone della milanesità: il duomo ed il risotto.

 

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